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CASA GIANNINI - INCONTRI CON LA MUSICA 2010
CASA GIANNINI - PRIMA DELLA PRIMA
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La bottega dei Giannini nasce nel 1874 e si pone al centro di un fervido cenacolo di appassionati.
Mascagni, ma anche Puccini e più tardi Zandonai, intrattengono rapporti con il mondo musicale barese tramite i Giannini che per molto tempo sono qualcosa di diverso, e di più, che non semplici venditori di pianoforti, e daranno impulso alla vita culturale e musicale di Bari e provincia.
Bruno Giannini nasce il 3 gennaio 1919; erede di tale tradizione che continuerà nel solco tracciato dalla famiglia.
Dopo gli studi classici, nel 1939 inizia a suonare in pubblico.
Nel 1943 inizia la collaborazione con Radio Bari (all'epoca radio libera che trasmetteva: “La voce dell'America” della BBC, Arnoldo Foà, “Italia combatte”) dove suona ogni pomeriggio col quintetto "Hot jazz quintet".
Collabora come pianista all'American Cross e la frequentazione con gli alleati, lo porta a scoprire e conoscere la musica jazz che, all'epoca, era non solo sconosciuta ma poco suonata in quanto ritenuta dal governo fascista musica non divulgabile. Conosce e suona con le grandi orchestre americane che venivano dai loro soldati nel meridione d'Italia, orchestre internazionali con nomi famosi quali Frank Sinatra, Glenn Miller, Irvin Berlin …
Bruno Giannini con il suo trio (Cuomo e De Serio) si trasferisce a Milano dove “esporta” in qualche modo il jazz. La sua musica colpisce molti complessi di musicisti che riconoscono subito un sound nuovo, affascinante e sinora sconosciuto. Viene, perciò, subito apprezzato e ingaggiato nelle grandi orchestre, prima fra tutte quella di Gorni Kramer.
Con Gorni Kramer inizia un periodo che durerà due anni di successi e collaborazione artistica con personaggi di spicco nel mondo musicale quale Franco Cerri e il Quartetto Cetra.
Da sinistra: Bruno Giannini, il Quartetto Cetra, Gorni Kramer e Franco Cerri (clicca per ingrandire)
Nel 1947 ritorna a Bari per riprendere le sorti dell'azienda di famiglia che, durante la guerra, era stata chiusa. Ma continua ad affiancare all'attività di commerciante di pianoforti quella di musicista.
Gli anni '60, '70 e '80 sono stati anni di grande sostegno ad attività musicali sul territorio. Bruno Giannini era un mecenate illuminato e riuscì a dare vita a diversi concorsi, da lui finanziati, che hanno consacrato artisti poi divenuti di fama internazionale: Emanuele Arciuli, Benedetto Lupo, Andrea Lucchesini, Alessio Bax (stella delle platee statunitensi). Il suo negozio era frequentato da musicisti pugliesi - Nino Rota, Raffaele Gervasio, Dino Milella, Biagio Grimaldi, Silvestro Sasso - e si può dire che in quegli anni la città di Bari abbia conosciuto, grazie a tali personaggi, una crescita culturale ineguagliata sinora.
Negli anni '80 Gianna e Giulia Giannini hanno dato vita alla Rassegna giovani musicisti tutt'ora in corso presso l’auditorium Vallisa, nella quale vengono proposti al pubblico,con ingresso gratuito, in concerto, giovani musicisti segnalati dai conservatori per il loro talento.
Nel 1999 è stato pubblicato un CD, in occasione del 125°anniversario della Casa musicale, con un omaggio ai compositori pugliesi dal '500 ai giorni nostri (Rodio, Nenna, Piccinni, Giordano, Paisiello, Mercadante ecc.).
Hanno partecipato a tale realizzazione tutti i docenti di conservatorio, e i 1.000 cd hanno avuto una distribuzione gratuita non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche al pubblico che ne facesse richiesta. Una copia, donata al M° Riccardo Muti, è conservata nella biblioteca della Scala di Milano.
Bruno Giannini è morto il 28 novembre 2001 e la famiglia ha istituito una borsa di studio: “Bruno Giannini - un progetto per la musica”, che è un riconoscimento destinato ad iniziative di valenza musicale sul territorio.
Bruno Giannini era un musicista molto stimato e un uomo molto amato per il suo carattere gioioso, generoso e per il suo proverbiale umorismo.
Al concerto tenuto in suo onore il 28 novembre 2002 al teatro Santalucia, c'era, come si suol dire, tutta la città di Bari, la Bari musicale, la Bari giornalistica, la Bari universitaria, la Bari degli innumerevoli amici e di tanta gente comune per la quale aveva sempre e comunque una parola buona e generosa.